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Ristrutturare casa

Bonus, permessi, preventivi e IVA agevolata: tutto quello che devi sapere prima di iniziare i lavori, spiegato come si deve.

✦ 100% gratuita 🕐 14 min di lettura ✓ Aggiornato marzo 2026
Fonti: Agenzia delle Entrate · ENEA · DPR 380/2001 · Legge di Bilancio 2026
50%
detrazione bonus
prima casa 2026
96k€
tetto massimo
di spesa
10%
IVA agevolata
su lavori e materiali
⚡ In sintesi
💰
50%
detrazione prima casa 2026
🏠
36%
detrazione seconde case
📑
96k€
tetto massimo di spesa
📆
10
rate annuali di detrazione
🧾
10%
IVA agevolata sui lavori
🪑
5k€
tetto bonus mobili (50%)
✅ Questa guida fa per te?
Stai per fare lavori di ristrutturazione o manutenzione straordinaria?
L'immobile è la tua abitazione principale?
Le basi

Cos'è il bonus ristrutturazione

Il bonus ristrutturazione è una detrazione IRPEF che ti permette di recuperare una parte delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione edilizia. Non è uno sconto immediato: lo Stato ti restituisce i soldi in 10 rate annuali uguali sulla dichiarazione dei redditi.

In pratica: se spendi 50.000 € per ristrutturare la tua prima casa, lo Stato ti restituisce 25.000 € in 10 anni (2.500 € all'anno, come riduzione delle tasse che paghi). Se non paghi abbastanza IRPEF, perdi la parte che non riesci a detrarre.

💰 Non è uno sconto in fattura

Dal 2025 lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili (salvo rarissime eccezioni per condomini con delibere pre-2024). Oggi puoi usare solo la detrazione in dichiarazione dei redditi. Tradotto: devi avere i soldi per pagare tutto, e li recuperi un po' alla volta.

⚡ Il conto che nessuno ti fa

Quanto risparmi con il bonus

Vediamo un esempio concreto per capire quanto puoi recuperare davvero.

ESEMPIO: LAURA, 38 ANNI, RISTRUTTURA IL BAGNO E LA CUCINA
Lavori edili e impianti
28.000 €
Materiali con IVA 10%
12.000 €
Spese tecniche (CILA, progetto)
2.500 €
Mobili cucina + elettrodomestici
5.000 €
Totale che Laura recupera
23.750€
Cioè ogni anno per 10 anni
2.375€

Laura recupera il 50% dei lavori (21.250 €) più il 50% dei mobili (2.500 €). In tutto, su 47.500 € spesi, ne recupera quasi la metà.

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Agevolazioni 2026

Tutti i bonus per ristrutturare nel 2026

Nel 2026 il sistema dei bonus è più semplice rispetto al passato. Le aliquote sono due: 50% per la prima casa e 36% per tutti gli altri immobili. Valgono per tutti i principali bonus edilizi.

BonusPrima casaAltreTetto spesa
Bonus Ristrutturazione Principale50%36%96.000 €
Ecobonus (efficienza energetica)50%36%30.000–100.000 €*
Sismabonus (antisismico)50%36%96.000 €
Bonus Mobili50%5.000 €

* Il tetto dell'Ecobonus varia in base al tipo di intervento (es. 30.000 € per caldaie, 60.000 € per cappotto, 100.000 € per riqualificazione globale).

⚠️ Dal 2027 le aliquote calano

Nel 2027 si scende al 36% per la prima casa e al 30% per le altre. Dal 2028 si va al 30% per tutti. Se puoi, conviene sostenere le spese entro il 31 dicembre 2026.

Chi può chiedere il 50%

Per avere l'aliquota massima del 50% servono due condizioni contemporaneamente:

  • 🔑
    Proprietario o titolare di diritto realeProprietà, usufrutto, uso, abitazione. L'inquilino ha diritto solo al 36%.
  • 🏠
    L'immobile è la tua abitazione principaleDevi viverci. Se ristrutturi una seconda casa o un immobile che affitti, hai il 36%.

Cosa puoi detrarre

🔧
Manutenzione straordinaria
Rifacimento bagno, impianti, tramezzi, pavimenti, infissi.
🏗
Ristrutturazione edilizia
Demolizione e ricostruzione, ampliamenti, cambio destinazione d'uso.
🌡
Efficienza energetica
Cappotto termico, sostituzione caldaia (no gas fossile), pompa di calore, infissi.
🛡
Sicurezza antisismica
Consolidamento strutturale, adeguamento antisismico, diagnosi sismica.
Barriere architettoniche
Ascensori, rampe, automazione porte. Nel 2026 rientrano nel bonus ordinario.
🪑
Mobili ed elettrodomestici
Solo se collegati a lavori di ristrutturazione. Classe A per forni, E per lavatrici.
💡 La manutenzione ordinaria non basta

Tinteggiare le pareti, sostituire le piastrelle senza toccare gli impianti o cambiare una porta interna non dà diritto al bonus su un singolo appartamento. La manutenzione ordinaria è detraibile solo per le parti comuni condominiali.

🧾
Burocrazia

Quale permesso ti serve

Il permesso dipende dal tipo di lavoro. Sbagliare significa rischiare sanzioni e perdere il diritto al bonus.

Tipo di lavoroPermessoServe un tecnico?
Tinteggiatura, pavimenti, infissi (stesse dimensioni)Nessuno (edilizia libera)No
Rifacimento bagno, impianti, tramezzi non portantiCILASì (geometra/architetto)
Lavori su muri portanti, tetto, solaiSCIASì (ingegnere)
Ampliamento, demolizione e ricostruzione pesantePermesso di costruireSì (ingegnere/architetto)
⚠️ La CILA costa, ma non averla costa di più

Una CILA costa in media 500–1.500 € (tecnico incluso). Ma fare lavori senza il permesso giusto comporta una sanzione di 1.000 € e, soprattutto, può far perdere il diritto al bonus fiscale. Il risparmio di 1.000 € può costartene 20.000.

💡 IVA agevolata al 10%

Per i lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione, l'IVA è al 10% invece del 22%. Vale sia sulla manodopera che sui materiali forniti dall'impresa (con alcune limitazioni per i "beni significativi" come caldaie e infissi, dove l'IVA al 10% si applica solo fino a concorrenza del valore della manodopera).

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Passo per passo

Come si fa, dall'inizio alla fine

Ristrutturare casa senza perdere il bonus richiede di seguire un ordine preciso. Ecco i passaggi.

1
Chiedi almeno 3 preventivi

Confronta sempre più imprese. Il preventivo deve dettagliare ogni voce: manodopera, materiali, smaltimento, spese tecniche. Diffida di chi ti dà un prezzo "a corpo" senza voci.

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2
Incarica un tecnico abilitato

Geometra, architetto o ingegnere. Ti prepara la pratica edilizia (CILA o SCIA), il progetto e, se necessario, l'asseverazione per l'Ecobonus. Il suo compenso è detraibile.

3
Presenta la pratica in Comune

Il tecnico deposita la CILA o SCIA al Comune. Per la CILA i lavori possono iniziare subito dopo la presentazione. Per la SCIA anche, ma il Comune ha 30 giorni per bloccarli.

4
Paga sempre con bonifico parlante

Il bonifico deve riportare: causale con riferimento di legge (art. 16-bis DPR 917/86), tuo codice fiscale e partita IVA dell'impresa. Senza bonifico parlante, niente detrazione.

5
Comunica all'ENEA (se richiesto)

Per lavori di efficienza energetica (Ecobonus) devi inviare la comunicazione ad ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Per il bonus ristrutturazione "puro" non serve.

6
Inserisci la detrazione nel 730

Ogni anno per 10 anni, nella dichiarazione dei redditi, indichi la quota annuale. La prima rata parte dall'anno successivo al pagamento.

🔐
Checklist

Documenti da conservare

L'Agenzia delle Entrate può chiederti tutto per 10 anni dopo l'ultima rata. Non buttare niente.

  • 📋
    Pratica edilizia (CILA/SCIA/PdC)Copia della comunicazione presentata al Comune con ricevuta di deposito
  • 💳
    Bonifici parlantiTutti i pagamenti devono essere tracciabili con la causale corretta (art. 16-bis)
  • 🧾
    Fatture dell'impresaDevono corrispondere ai lavori autorizzati e ai bonifici effettuati
  • 📐
    Asseverazione del tecnicoPer Ecobonus: attestazione dei requisiti tecnici. Per Sismabonus: progetto strutturale
  • 📊
    APE post-lavoriAttestato di Prestazione Energetica aggiornato dopo interventi di efficienza energetica
  • 📨
    Ricevuta ENEAPer interventi di riqualificazione energetica: invio entro 90 giorni dalla fine lavori
  • 🏢
    Delibera e ripartizione spese (condominio)Se i lavori sono su parti comuni, serve la delibera assembleare e la tabella millesimale
Da evitare

Errori che fanno perdere il bonus

⚠️ Pagare senza bonifico parlante

Un bonifico ordinario, un assegno o un pagamento in contanti ti fanno perdere l'intera detrazione su quella fattura. La banca ha un modulo apposito: usalo sempre.

⚠️ Fare lavori senza pratica edilizia

Se l'Agenzia delle Entrate verifica e non trovi la CILA o SCIA, perdi il bonus e prendi una sanzione. Anche un "semplice" rifacimento del bagno richiede la CILA.

⚠️ Non comunicare all'ENEA entro 90 giorni

Per l'Ecobonus, se non invii la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori, perdi la detrazione. Il termine è tassativo.

⚠️ Comprare i mobili prima di iniziare i lavori

Il bonus mobili è collegato a una ristrutturazione. La data di inizio lavori (sulla pratica edilizia) deve essere anteriore alla data di acquisto dei mobili.

⚠️ Intestare il bonifico a una persona diversa

Chi detrae deve essere chi paga. Se il mutuo è di tuo marito ma il bonifico parte dal tuo conto, hai un problema. Verifica prima la coerenza tra pagante e detentore.

Strumento interattivo

Stima la tua detrazione

Calcolatore BuroSemplice

Bonus ristrutturazione 2026

Importo lavori40.000 €
Totale che recuperi in 10 anni
sulla tua dichiarazione dei redditi
Detrazione lavori
Rata annuale
Aliquota applicata
Bonus mobili
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⚠️ Stima indicativa. La detrazione effettiva dipende dalla capienza IRPEF. Se paghi meno tasse della rata annuale, perdi la differenza.

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Risposte rapide

Domande frequenti

Sì, ma con l'aliquota ridotta. Gli inquilini e i comodatari possono detrarre al 36% (non al 50%), a condizione di avere il consenso del proprietario e di pagare direttamente le fatture con bonifico parlante.
No, è collegato. Puoi accedere al bonus mobili (50% fino a 5.000 €) solo se hai in corso lavori di ristrutturazione con regolare pratica edilizia. La data di inizio lavori deve precedere la data di acquisto dei mobili.
Di default le rate non ancora detratte passano al nuovo proprietario. Però puoi accordarti nell'atto di vendita per mantenerle tu. Mettilo per iscritto dal notaio, altrimenti le perdi automaticamente.
Sì, ma non sullo stesso intervento. Per esempio, puoi usare il bonus ristrutturazione per rifare il bagno e l'Ecobonus per cambiare gli infissi. Per lo stesso lavoro devi scegliere un solo bonus.
No, dal 2025 è esclusa. La sostituzione di caldaie a combustibili fossili non è più agevolabile né con l'Ecobonus né con il bonus ristrutturazione. Puoi detrarre pompe di calore, caldaie ibride o sistemi a biomassa.
Sì, dal 2025 ci sono limiti alla detrazione per redditi alti. L'art. 16-ter del TUIR prevede un tetto alle detrazioni per chi ha redditi sopra i 75.000 €, con riduzione progressiva fino ai 100.000 €. Fanno eccezione le spese sanitarie e gli interessi del mutuo prima casa.
Tra 500 e 1.600 €/mq per una ristrutturazione completa, a seconda della città e del livello di finiture. Un rifacimento parziale (bagno + cucina + impianti) si aggira intorno ai 15.000–35.000 € per un appartamento di 80 mq. Chiedi sempre un computo metrico dettagliato, non un prezzo "a corpo".
No, il Superbonus è terminato. Dal 2025 non è più disponibile, salvo casi residuali legati a ricostruzioni post-sisma. I lavori che prima rientravano nel Superbonus ora rientrano nelle aliquote ordinarie (50%/36%).

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