Cos'è il bonus ristrutturazione
Il bonus ristrutturazione è una detrazione IRPEF che ti permette di recuperare una parte delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione edilizia. Non è uno sconto immediato: lo Stato ti restituisce i soldi in 10 rate annuali uguali sulla dichiarazione dei redditi.
In pratica: se spendi 50.000 € per ristrutturare la tua prima casa, lo Stato ti restituisce 25.000 € in 10 anni (2.500 € all'anno, come riduzione delle tasse che paghi). Se non paghi abbastanza IRPEF, perdi la parte che non riesci a detrarre.
Dal 2025 lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili (salvo rarissime eccezioni per condomini con delibere pre-2024). Oggi puoi usare solo la detrazione in dichiarazione dei redditi. Tradotto: devi avere i soldi per pagare tutto, e li recuperi un po' alla volta.
Quanto risparmi con il bonus
Vediamo un esempio concreto per capire quanto puoi recuperare davvero.
Laura recupera il 50% dei lavori (21.250 €) più il 50% dei mobili (2.500 €). In tutto, su 47.500 € spesi, ne recupera quasi la metà.
Tutti i bonus per ristrutturare nel 2026
Nel 2026 il sistema dei bonus è più semplice rispetto al passato. Le aliquote sono due: 50% per la prima casa e 36% per tutti gli altri immobili. Valgono per tutti i principali bonus edilizi.
| Bonus | Prima casa | Altre | Tetto spesa |
|---|---|---|---|
| Bonus Ristrutturazione Principale | 50% | 36% | 96.000 € |
| Ecobonus (efficienza energetica) | 50% | 36% | 30.000–100.000 €* |
| Sismabonus (antisismico) | 50% | 36% | 96.000 € |
| Bonus Mobili | 50% | 5.000 € | |
* Il tetto dell'Ecobonus varia in base al tipo di intervento (es. 30.000 € per caldaie, 60.000 € per cappotto, 100.000 € per riqualificazione globale).
Nel 2027 si scende al 36% per la prima casa e al 30% per le altre. Dal 2028 si va al 30% per tutti. Se puoi, conviene sostenere le spese entro il 31 dicembre 2026.
Chi può chiedere il 50%
Per avere l'aliquota massima del 50% servono due condizioni contemporaneamente:
- 🔑Proprietario o titolare di diritto realeProprietà, usufrutto, uso, abitazione. L'inquilino ha diritto solo al 36%.
- 🏠L'immobile è la tua abitazione principaleDevi viverci. Se ristrutturi una seconda casa o un immobile che affitti, hai il 36%.
Cosa puoi detrarre
Tinteggiare le pareti, sostituire le piastrelle senza toccare gli impianti o cambiare una porta interna non dà diritto al bonus su un singolo appartamento. La manutenzione ordinaria è detraibile solo per le parti comuni condominiali.
Quale permesso ti serve
Il permesso dipende dal tipo di lavoro. Sbagliare significa rischiare sanzioni e perdere il diritto al bonus.
| Tipo di lavoro | Permesso | Serve un tecnico? |
|---|---|---|
| Tinteggiatura, pavimenti, infissi (stesse dimensioni) | Nessuno (edilizia libera) | No |
| Rifacimento bagno, impianti, tramezzi non portanti | CILA | Sì (geometra/architetto) |
| Lavori su muri portanti, tetto, solai | SCIA | Sì (ingegnere) |
| Ampliamento, demolizione e ricostruzione pesante | Permesso di costruire | Sì (ingegnere/architetto) |
Una CILA costa in media 500–1.500 € (tecnico incluso). Ma fare lavori senza il permesso giusto comporta una sanzione di 1.000 € e, soprattutto, può far perdere il diritto al bonus fiscale. Il risparmio di 1.000 € può costartene 20.000.
Per i lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione, l'IVA è al 10% invece del 22%. Vale sia sulla manodopera che sui materiali forniti dall'impresa (con alcune limitazioni per i "beni significativi" come caldaie e infissi, dove l'IVA al 10% si applica solo fino a concorrenza del valore della manodopera).
Come si fa, dall'inizio alla fine
Ristrutturare casa senza perdere il bonus richiede di seguire un ordine preciso. Ecco i passaggi.
Confronta sempre più imprese. Il preventivo deve dettagliare ogni voce: manodopera, materiali, smaltimento, spese tecniche. Diffida di chi ti dà un prezzo "a corpo" senza voci.
Geometra, architetto o ingegnere. Ti prepara la pratica edilizia (CILA o SCIA), il progetto e, se necessario, l'asseverazione per l'Ecobonus. Il suo compenso è detraibile.
Il tecnico deposita la CILA o SCIA al Comune. Per la CILA i lavori possono iniziare subito dopo la presentazione. Per la SCIA anche, ma il Comune ha 30 giorni per bloccarli.
Il bonifico deve riportare: causale con riferimento di legge (art. 16-bis DPR 917/86), tuo codice fiscale e partita IVA dell'impresa. Senza bonifico parlante, niente detrazione.
Per lavori di efficienza energetica (Ecobonus) devi inviare la comunicazione ad ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Per il bonus ristrutturazione "puro" non serve.
Ogni anno per 10 anni, nella dichiarazione dei redditi, indichi la quota annuale. La prima rata parte dall'anno successivo al pagamento.
Documenti da conservare
L'Agenzia delle Entrate può chiederti tutto per 10 anni dopo l'ultima rata. Non buttare niente.
- 📋Pratica edilizia (CILA/SCIA/PdC)Copia della comunicazione presentata al Comune con ricevuta di deposito
- 💳Bonifici parlantiTutti i pagamenti devono essere tracciabili con la causale corretta (art. 16-bis)
- 🧾Fatture dell'impresaDevono corrispondere ai lavori autorizzati e ai bonifici effettuati
- 📐Asseverazione del tecnicoPer Ecobonus: attestazione dei requisiti tecnici. Per Sismabonus: progetto strutturale
- 📊APE post-lavoriAttestato di Prestazione Energetica aggiornato dopo interventi di efficienza energetica
- 📨Ricevuta ENEAPer interventi di riqualificazione energetica: invio entro 90 giorni dalla fine lavori
- 🏢Delibera e ripartizione spese (condominio)Se i lavori sono su parti comuni, serve la delibera assembleare e la tabella millesimale
Errori che fanno perdere il bonus
Un bonifico ordinario, un assegno o un pagamento in contanti ti fanno perdere l'intera detrazione su quella fattura. La banca ha un modulo apposito: usalo sempre.
Se l'Agenzia delle Entrate verifica e non trovi la CILA o SCIA, perdi il bonus e prendi una sanzione. Anche un "semplice" rifacimento del bagno richiede la CILA.
Per l'Ecobonus, se non invii la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori, perdi la detrazione. Il termine è tassativo.
Il bonus mobili è collegato a una ristrutturazione. La data di inizio lavori (sulla pratica edilizia) deve essere anteriore alla data di acquisto dei mobili.
Chi detrae deve essere chi paga. Se il mutuo è di tuo marito ma il bonifico parte dal tuo conto, hai un problema. Verifica prima la coerenza tra pagante e detentore.
Stima la tua detrazione
Bonus ristrutturazione 2026
⚠️ Stima indicativa. La detrazione effettiva dipende dalla capienza IRPEF. Se paghi meno tasse della rata annuale, perdi la differenza.
Domande frequenti
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